Sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.
Inferno, Canto V, v. 140-142
Sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.
Inferno, Canto V, v. 140-142
“Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante”.
Inferno, Canto V, v.137-138
I’ cominciai: “Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri”.
Inferno, Canto V, v. 73-75
La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.
Inferno, Canto V, v. 31-33
Così vid’i’ adunar la bella scola
di quel segnor de l’altissimo canto
che sovra li altri com’aquila vola.
Inferno, Canto IV, 94-96